Rimborsato per le lesioni a un nervo

Conto di 80.000 euro a un pensionato rimasto con una mano invalida dopo un intervento sbagliato

 

PISA. Una lesione irreversibile del nervo ulnare che lo ha privato della piena capacità prensile della mano sinistra.

Quella che per il giudice è stata una negligenza medica avvenuta al Santa Chiara, si è tradotta in una condanna per l’Azienda ospedaliera e un ortopedico sessantenne, all’epoca dei fatti a Pisa e da tempo primario in un ospedale toscano, a risarcire con circa 80.000 euro un pensionato pisano di 75 anni.

L’importo, già saldato da Carige all’ospedale, comprende i danni biologici e morali e anche le spese dell’avvocato sostenute dal paziente per il quale il medico legale ha fissato un’invalidità permanente del 18 per cento.

La disavventura del pensionato nasce da un incidente avvenuto in città il 28 marzo 2003. L’uomo si frattura il gomito sinistro e viene operato.

Si arriva al 14 gennaio 2005 quando il pensionato torna sotto i ferri per la rimozione della placca in metallo. Dopo tre giorni iniziano i problemi con il paziente che «lamenta parestesie sul quinto dito ed incapacità ad estendere completamente il dito (mignolo sinistro, ndr)».

I controlli evidenziano una lesione totale del nervo ulnare. Nuovo intervento il 15 febbraio, ma, nonostante la revisione del nervo ulnare sinistro, con successiva apposizione di apparecchio gessato e rimozione del gesso, la situazione rimane invariata.

Di qui la causa conclusa con la condanna di ospedale e ortopedico. Da parte sua il dottore aveva negato causale del danno contestandone la risarcibilità «poiché l’ortopedico aveva rigorosamente e diligentemente utilizzato ogni capacità tecnica atta a raggiungere il buon esito, che era mancato per fatto indipendente dalla volontà e capacità del medico. Rilevava poi, che in materia di responsabilità medica, la complicanza rientra nel cosiddetto “rischio consentito” ed è estraneo alla tutela risarcitoria, in quanto prescinde dal comportamento del medico».

La consulenza tecnico d’ufficio

ha, però, convinto il giudice Eleonora Polidori a condannare ospedale e medico, “colpevole” di non aver isolato il nervo ulnare omettendo di seguire «una prassi chirurgica che avrebbe evitato la lesione arrecata» si legge nella sentenza.(p.b.)

 

 

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